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La faccenda è complessa, me ne rendo conto! Provo a dire la mia sui vari attori della faccenda. Abbiamo Ken Loach che decide (all'ultimo momento) di non venire a Torino e non ritirare il Gran Premio per schierarsi dalla parte dei lavoratori vessati e sottopagati e pure (pare) licenziati ingiustamente. Avrebbe potuto provare a capirci qualcosa di più, ad interpellare tutti i protagonisti, avrebbe potuto scegliere di venire a Torino e lasciare il suo spazio di ringraziamento ai lavoratori in questione per spiegare la situazione. Non avrebbe potuto devolvere il premio ai lavoratori come suggerisce Gramellini perchè a quanto ne so il Gran Premio Torino non è un premio in denaro (Loach da solo ha più disponibilità finanziaria di tutto il Torino Film Festival). Ha deciso di non venire... mi sembra la scelta peggiore che potesse fare ma amen! Abbiamo Alberto Barbera, tirato direttamente in ballo come direttore del Museo Nazionale del Cinema. Lui dice di aver provato a spiegare a Loach che il Museo non ha colpe, che tutto è in regola e che se qualcosa non è in regola è colpa della Rear. Avrebbe potuto (potrebbe ancora) rendere noti i dettagli della faccenda e farci sapere come sono andate le cose e nel caso (se lo statuto del Museo lo consente) allontanare la cooperativa dai servizi al Museo (cosa che ovviamente peraltro non restituirebbe il posto a chi lo ha perso e lo farebbe perdere anche agli altri). Poi abbiamo la Rear e il lavoratore licenziato e quelli sottopagati (e anche il sindacato), cioè i veri protagonisti della vicenda che sono stati così abili a far parlare di se tutto il mondo. Qui si dovrebbe concentrare la questione e da loro vorremmo capire come sono andate veramente le cose. Mi auguro che si faccia chiarezza per il bene della società. E infine abbiamo Gianni Amelio (che non dirigerà mai più un festival in vita sua nemmeno se lo coprissero d'oro immagino) e il Torino Film Festival, che si sono trovati impantanati nel mezzo della faccenda davvero senza colpe (e naturalmente senza sapere nulla della faccenda) e che saranno quelli che pagheranno il prezzo più alto (l'assenza di Loach e del suo film) insieme al pubblico del TFF. Ecco, mr. Loach, forse al pubblico di Torino un pensiero avrebbe potuto farlo prima di prendere le sue decisioni!

La faccenda è complessa, me ne rendo conto!
Provo a dire la mia sui vari attori della faccenda.

Abbiamo Ken Loach che decide (all’ultimo momento) di non venire a Torino e non ritirare il Gran Premio per schierarsi dalla parte dei lavoratori vessati e sottopagati e pure (pare) licenziati ingiustamente.
Avrebbe potuto provare a capirci qualcosa di più, ad interpellare tutti i protagonisti, avrebbe potuto scegliere di venire a Torino e lasciare il suo spazio di ringraziamento ai lavoratori in questione per spiegare la situazione.
Non avrebbe potuto devolvere il premio ai lavoratori come suggerisce Gramellini perchè a quanto ne so il Gran Premio Torino non è un premio in denaro (Loach da solo ha più disponibilità finanziaria di tutto il Torino Film Festival).
Ha deciso di non venire… mi sembra la scelta peggiore che potesse fare ma amen!

Abbiamo Alberto Barbera, tirato direttamente in ballo come direttore del Museo Nazionale del Cinema.
Lui dice di aver provato a spiegare a Loach che il Museo non ha colpe, che tutto è in regola e che se qualcosa non è in regola è colpa della Rear.
Avrebbe potuto (potrebbe ancora) rendere noti i dettagli della faccenda e farci sapere come sono andate le cose e nel caso (se lo statuto del Museo lo consente) allontanare la cooperativa dai servizi al Museo (cosa che ovviamente peraltro non restituirebbe il posto a chi lo ha perso e lo farebbe perdere anche agli altri).

Poi abbiamo la Rear e il lavoratore licenziato e quelli sottopagati (e anche il sindacato), cioè i veri protagonisti della vicenda che sono stati così abili a far parlare di se tutto il mondo.
Qui si dovrebbe concentrare la questione e da loro vorremmo capire come sono andate veramente le cose.
Mi auguro che si faccia chiarezza per il bene della società.

E infine abbiamo Gianni Amelio (che non dirigerà mai più un festival in vita sua nemmeno se lo coprissero d’oro immagino) e il Torino Film Festival, che si sono trovati impantanati nel mezzo della faccenda davvero senza colpe (e naturalmente senza sapere nulla della faccenda) e che saranno quelli che pagheranno il prezzo più alto (l’assenza di Loach e del suo film) insieme al pubblico del TFF.
Ecco, mr. Loach, forse al pubblico di Torino un pensiero avrebbe potuto farlo prima di prendere le sue decisioni!

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