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Ad Asti nasce Nurse coach un percorso assistenziale per le fragilità

Ad Asti nasce Nurse coach un percorso assistenziale per le fragilità

17 settembre 2018 |

ASL At e Aisla insieme per le necessità dei più fragili

“Un progetto che si gioca in squadra“. L’importanza di fare sinergia è emersa oggi alla Asl di Asti, durante la presentazione di una nuova sonda ecografica, donata alla struttura di Anestesia e Rianimazione, diretta dal dottor Silvano Cardellino, dall’Aisla di Asti.

Il Direttore Generale ASL, Mario Alparone, parlando appunto di gioco di squadra, ha spiegato che “l’esigenza di dare risposte immediate nelle emergenze, non deve far dimenticare la continuità. Questa, ha aggiunto, è la vera sfida della sanità”.

Il progetto Nurse Coach, nasce  dalla collaborazione con AISLA, ed è un perfetto esempio di lavoro in rete nell’ottica della presa in carico dei pazienti cronici e fragili. L’attività, in una prima fase di sua applicazione, ha consentito la gestione delle esigenze dei pazienti affetti da SLA mediante la costituzione di percorsi integrati tra le strutture ospedaliere, che gestiscono le fasi acute, e quelle territoriali e domiciliari (quindi anche le farmacie) che devono assistere il malato durante la sua permanenza a casa, attuato attraverso la programmazione del fabbisogno clinico e terapeutico.

Nella Struttura di Anestesia Rianimazione e Terapia del Dolore, diretta dal dottor Cardellino opera da diversi anni un team di infermieri che si occupa del posizionamento di dispositivi venosi ad impianto periferico a media-lunga permanenza (PICC e Midline). Sia per posizionare questi dispositivi, sia per valutare quale sia il tipo di dispositivo endovenoso più adeguato in base alla prognosi, al tipo di terapia e al patrimonio venoso degli arti superiori del paziente è necessaria l’ispezione ecografica delle vene del braccio.“ La sonda ecografica generosamente donata dalla Aisla alla nostra Struttura – ha commentato Silvano Cardellino – verrà quindi utilizzata per migliorare questa attività, l’ecografo wireless, consentirà di ridurre interventi traumatici per studiare il patrimonio venoso”.

Nel 2017 sono stati effettuati dal team infermieristico 750 impianti, 590 nel 2018 e la dotazione di questo nuovo ecografo, porterà miglioramenti.

Il sindaco Maurizio Rasero ha colto l’occasione per ribadire la vicinanza del comune alla Asl, ricordando che proprio davanti all’ospedale sta per nascere la nuova pista per l’elisoccorso.

Vincenzo Soverino, referente della sede di Asti e consigliere nazionale Aisla Onlus, presente con 63 rappresentanze territoriali, oltre 2.000 soci e circa 300 volontari in 19 Regioni italiane, ha ricordato che l’ecografo  è donato in ricordo di Luciano Nattino e i malati astigiani di SLA e ha sottolineato che”l’ecografo di ultima generazione sarà a disposizione di tutti i malati che ne avranno necessità, non solo di quelli con Sla. Restituiamo così qualcosa alla comunità astigiana, sempre generosa e vicina ad Aisla negli ultimi 12 anni. La strumentazione è stata acquistata grazie ai proventi della distribuzione dei nostri cappellini al concerto di Elisa durante l’ultimo “Capo d’Asti” ed ai contributi della rivista “Astigiani”, dell’Associazione “Dalla parte degli Astigiani”, del Consorzio dell’Asti, del Gruppo del Grillo e del Gruppo Giovani di Vaglierano”.

Il progetto “nurse coach” è invece finanziato totalmente dall’Associazione Amitié Sans Frontières-Club di Asti, il suo presidente, avvocato Giacomo Giovannini, ha ricordato un prossimo evento di beneficienza a favore dell’associazione Alzheimer Asti Onlus, con il concerto di Roberto Vecchioni, sabato 6 ottobre al teatro Alfieri di Asti (0141 399057).

Festival della Sagre,  protagonista la vita contadina

Festival della Sagre, protagonista la vita contadina

9 settembre 2018 |

Oltre 3.000 figuranti in costume a raccontare il Novecento contadino.

È partita alle 9.30 la sfilata delle contadinerie.
Lungo il percorso due ali di folla hanno applaudito le Pro Loco astigiane. Poi Piazza Statuto e San Secondo, davanti allo stand di Piemonte Land of Perfection, in un simbolico omaggio del vino di oggi a quello di ieri.
Corso e Piazza Alfieri. Trattori, aratri, le mitiche vespe primi modelli, le biciclette, altro simbolo di questa civiltà che oggi, celebrando la sua storia, ci ha ricordato come eravamo, in un sontuoso Amarcord in grande stile felliniano.Ogni paese, ogni Pro Loco, ha messo in scena secondo lo scorrere delle stagioni, il lavoro nei campi, i mestieri, le feste contadine e i riti religiosi, dalla vendemmia al battesimo, dalla battitura del grano alla festa di leva. Ad accompagnare la sfilata i Frustatori di Rocchetta Tanaro con il Gruppo “I Controcorrente”, le bande musicali di Costigliole e Villa Franca e “Ji Arliquato”.
Sugli spalti allestiti e gremiti di Piazza Alfieri tutte le autorità cittadine e i membri dell’UNPLI.
La sfilata è terminata alle 12.30 circa in Piazza Campo del Palio. Qui, decine di casette, una per ciascuna delle 41 pro loco, hanno cominciato a servire gli oltre 80 piatti in degustazione.

Solo ricette tradizionali, tramandate di generazione in generazione e cucinate con materia del territorio. Agnolotti, risotti, tagliatelle e polente negli abbinamenti più vari. I grandi secondi della tradizione monferrina: bolliti, fritto misto, bagna cauda e tanti piatti ormai scomparsi dal menù dei ristoranti: come la “puccia” (soffice polenta sciolta nel minestrone di fagioli e condita con burro e formaggio) o il “baciuà”, lo zampino di maiale lessato, aromatizzato nell’aceto e fritto. I piatti tipici potranno essere accompagnati da una degustazione di vino astigiano selezionato dall’ONAV.

Perché, così ha scritto Pavese ne La Luna e i falò: “Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”, anche quando – come nel tema della pro loco di Azzano – ad emigrare eravamo noi.

(Comunicato Camera di Commercio)

 

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Partito il 45° Festival delle Sagre astigiane

Partito il 45° Festival delle Sagre astigiane

8 settembre 2018 |

L’inaugurazione della 45° edizione del Festival delle sagre astigiane, in Piazza Campo del Palio, è stata salutata quest’anno da una calda giornata di sole, di ottimo auspicio per la grande sfilata che percorrerà domani le vie del centro cittadino.

La Fanfara dei Bersaglieri ha suonato come di consueto l’inno di Mameli, chiudendo, nell’emozione generale, con il quarto movimento della nona sinfonia di Beethoven, a tutti noto come Inno alla gioia. Presenti il sindaco di Asti Maurizio Rasero, il Presidente della Camera di Commercio Erminio Renato Goria, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti Mario Sacco, insieme al comitato organizzatore del Festival, con la folta rappresentanza dei massimi esponenti dell’UNPLI, L’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, primi fra tutti Giuliano De Giovanni (Presidente UNPLI Piemonte), Luisella Braghero (Presidente UNPLI Asti),Bruno Verri (Consigliere nazionale UNPLI). Ospiti d’eccezione di quest’anno il neo Prefetto, sua Eccellenza Alfonso Terribile, il Consigliere provinciale Mario Vespae il Parlamentare europeo Alberto Cirio.

I presenti si sono poi spostati all’interno del villaggio contadino per incontrare le 41 pro locopresenti nelle loro “casette-stand”, assaggiando in anteprima alcuni degli oltre 80 piatti della tradizione piemontese che potranno essere degustati dal pubblico per tutta la serata fino alle 23.30 di oggi, sabato 8, e per tutta la giornata di domani,domenica 9 settembre.

Parlare di stand è in realtà riduttivo, dal momento che si tratta di vere e proprie casette in miniatura, piccole cascine-ristorante costruite le une vicino alle altre, intervallate da tavoli, panche e dehors, per dare vita alla più grande trattoria all’aperto d’Europa. In mattoni o in legno, sono erette con abile perizia e con scrupolosa considerazione delle sfumature in modo da riprodurre fedelmente antiche abitazioni, osterie, locande, rustici con tanto di fienile, botteghe, forni: tutte con la copertura in autentici coppi, con vere grondaie, finestre e ringhiere.

Domani mattina, domenica 9 settembre, il villaggio riaprirà ai visitatori alle ore 11.30 per chiudere alle ore 22.00.

La giornata di domenica sarà aperta dalla tradizionale e attesissima sfilata delle contadinerie, che vedrà percorrere le vie del centro storico da oltre 3.000 figuranti in costume.

Ecco tutto il percorso, con partenza alle 9.15 da P.za Marconi, per poi proseguire in Via Cavour, P.za Statuto, P.za S. Secondo, Via Gobetti, C.so Alfieri, P.za Alfieri, C.so Alfieri, P.za I° Maggio, Via Calosso, V.le alla Vittoria, Via F.lli Rosselli, C.so G. Ferraris, C.so Einaudi.

Raccomandazioni dagli organizzatori per la sicurezzapropria e degli altri nella frequentazione consapevole del Villaggio contadino: non introdurre vetro all’interno; non portare zaini o borse eccessivamente voluminosi; non introdurre oggetti contundenti.

Per evitare congestioni al traffico in centro città, la Camera di Commercio comunica a tutti i partecipanti la possibilità di confluire su Asti grazie ai treni speciali messi a disposizione daFerrovie dello Stato in collaborazione con Regione Piemonte; con partenze da Torino e Alessandria e, per chi decidesse comunque di spostarsi con la propria auto, gli organizzatori invitano a parcheggiare nei parcheggi di cintura all’uscita dei caselli di Asti Est e Asti Ovest, sfruttando ilcomodo servizio navetta gratuitoche porta sino in centro, nei pressi di Piazza Campo del Palio dove si tiene il Festival.

Tutte le navette sono predisposte per il trasporto delle persone diversamente abili, che potranno inoltre usufruire del servizio di accoglienza al Festival messo a disposizione dai volontari dell’Aisla (Ass. italiana sclerosi laterale amiotrofica).

Per scoprire i menù serviti da tutte le pro loco è possibile visitare il sito

(Comunicato Camera di Commercio

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Moncalvo vince il Palio di Asti

Moncalvo vince il Palio di Asti

2 settembre 2018 |

Il Palio firmato Antonio Guarene, è uscito dalle mura cittadine per tornare nel Comune di Moncalvo con il fantino astigiano Federico Arri su Calliope da Clodia.
al secondo posto il rione Cattedrale, terzo San Secondo, poi Don Bosco, Nizza, Montechiaro, San Silvestro, San Damiano, Tanaro. Ventuno i cavalli al canapo per tre agguerrite batterie più finale da brivido a nove.

Due le partenze false date dal mossiere Renato Bircolotti e timori nella seconda batteria quando fantino e cavallo di Santa Maria Nuova sono caduti a causa del canapo tirato.

Circa 5000 gli spettatori sulle tribune, altrettanti nel parterre, che hanno potuto godere anche di una splendida sfilata curata con grande attenzione e dell’esibizione degli sbandieratori dell’A.S.T.A. Il premio speciale Soroptimist è stato attribuito a San Martino San Rocco per la miglior presena, per la sfilata dei bambini, premio Mara Sillano al borgo Viatosto

Da segnalare un episodio di tensione che non ha riguardato l’amore manifestazione, un uomo ha tentato di entrare con una bottiglia di birra, al diniego della sicurezza, ha scagliato il contenuto della bottiglia e ne è nata una rissa con l’intervento delle forze dell’ordine.

GRP Piemonte ha seguito tutta la manifestazione in diretta, saltata, purtroppo la finale sulla Rai per il protrarsi dei temp

 

Domenica 2 settembre Asti corre il suo Palio. Nuova data, alcune novità e tradizione

Domenica 2 settembre Asti corre il suo Palio. Nuova data, alcune novità e tradizione

1 settembre 2018 |

Grande successo sabato della sfilata dei bambini 

Qui tutte le foto

Domenica 2 settembre sarà il debutto della nuova veste del Palio di Asti. Per la prima volta infatti, si corre la prima domenica di settembre, con il coronamento, giovedì sera (al posto del Paliotto tenutosi a maggio) di una straordinaria serata di presentazione dei fantini, per la prima volta in notturna. Tutti i Rioni, Borghi, Comuni hanno dimostrato grande coinvolgimento e passione. Il sindaco Maurizio Rasero ha spiegato che “Il Palio è una festa per turisti e cittadini, un’occasione per fare innamorare della nostra città.

Per la prima volta i box cavalli sono ospitati ai giardini pubblici, anche per permettere ai passanti di poter ammirare i meravigliosi animali, seguiti e tutelati con grande attenzione dalla commissione veterinaria. Purtroppo la pioggia, venerdì sera, ha disturbato alcune cene propiziatorie e sabato non si e tenuta la corsa della vigilia per preservare la pista. Neppure la sfilata dei bambini è arrivata in piazza, nonostante lo speaker abbia annunciato l’arrivo più volte e ci fosse molto pubblico presente (la comunicazione non è stata proprio tempestiva).

La giornata di domenica comincerà con la cerimonia di benedizione dei cavalli in ogni parrocchiale. Poi In piazza San Secondo l’esibizione del gruppo sbandieratori dell’Asta. Alle 14 da piazza della cattedrale parte il corteo storico composto da oltre milleduecento figuranti. Aprirà la sfilata il gruppo a cavallo del capitano del Palio, a chiuderla sarà il carroccio, trainato dai buoi, con lo stemma della città e i premi per i vincitori: il palio per il vincitore, la borsa con le monete d’argento per il secondo classificato, gli speroni al terzo e a seguire il gallo vivo, la coccarda e l’acciuga per ultimo. Poi via con le tre batterie e la finale.

Qui una guida per vivere il Palio di Asti

Continua il Mercatino del Palio in Piazza San Secondo,  a Palazzo Mazzetti la mostra del Maestro del Palio Antonio Guarene e nell’androne del Municipio la mostra fotografica Dame, Damigelle e Popolane del Palio di Asti, di Bruno Accomasso.

 

La biglietteria è aperta al pubblico presso gli uffici del Comune di Asti 0141/399057, l’ingresso al parterre è gratuito.

La matita di Antonio Guarene in mostra a Palazzo Mazzetti. Omaggio al Palio e ad Asti

La matita di Antonio Guarene in mostra a Palazzo Mazzetti. Omaggio al Palio e ad Asti

28 agosto 2018 |

Dal 28 agosto al 15 settembre a Palazzo Mazzetti, Mostra del Maestro del Palio e omaggi per i 50 anni dell’A.S.T.A.

Matite, classe, colori, delicatezza, amore per il territorio. Dal 28 agosto 2018 al 15 settembre a palazzo Mazzetti si può (si deve) visitare la mostra del maestro del Palio Antonio Guarene, mille anime unite dal grande attaccamento alla città. (altro…)

La Fondazione Giovanni Goria approva il Bilancio e raggiunge importanti traguardi

La Fondazione Giovanni Goria approva il Bilancio e raggiunge importanti traguardi

26 luglio 2018 |
 Dietro la laconica  frase “il Consiglio di Amministrazione ha approvato il bilancio 2017 della Fondazione Goria”, c’è un microcosmo di lavoro, tenacia, passione e professionalità che merita, in qualche modo, raccontare anche perché non è né così facile, né così scontato avere riconoscimenti ministeriali a livello regionale e nazionale.
La Fondazione Giovanni Goria si è costituita il 10 maggio 2004, in occasione del 10° anniversario della morte dell’Onorevole Giovanni Goria, non ha scopo di lucro ed è attiva nello studio, nella ricerca e nella formazione con particolare riguardo alla figura, appunto, di Giovanni Goria, parlamentare italiano ed europeo, Ministro e Presidente del Consiglio dei Ministri, promuovendo studi, ricerche, dibattiti e iniziative sulle tematiche dello sviluppo della società italiana del Novecento con particolare attenzione ai temi della modernizzazione delle istituzioni statali, del sistema bancario e della realizzazione dell’Unione Europea.

LE ATTIVITÀ

Tra le attività principali della Fondazione Goria ricordiamo la formazione post lauream attraverso il Bando talenti della Società Civile, il Master in Management e Creatività dei Patrimoni Collinari, la realizzazione di percorsi d’approfondimento su temi d’attualità dedicati agli studenti delle scuole secondare di secondo grado come il progetto “7 marzo ’91: la migrazione albanese ad Asti: un esempio di integrazione”.

Guarda il video 

E ancora, la realizzazione di progetti europei che ha visto gli studenti impegnati in laboratori internazionali, il progetto Connectingyouth che  ha coinvolto 4 paesi Grecia, Croazia, Germania e Italia, la valorizzazione del patrimonio culturale che recentemente ha trovato la sua migliore espressione con il progetto Romanico Monferrato.

Recentemente è stato pubblicato l’inventario dell’Archivio Storico della Cassa di Risparmio di Asti (1730-1988) per la valorizzazione dei fondi documentali custoditi negli Archivi della Fondazione. Ma la Fondazione ha dedicato anche pubblicazioni ai bambini, convegni, incontri, un grande lavoro d’implementazione e catalogazione del patrimonio librario della biblioteca della Fondazione.

Il 2018 ha premiato l’attività della Fondazione, ammettendola in due elenchi che premiano le realtà che con elevato livello scientifico e continuità svolgono attività di studio, ricerca e divulgazione formativa, educativa e culturale.
Dopo avere partecipato alle selezioni nazionali, la Fondazione Giovanni Goria da quest’anno risulta tra i 266 Istituti culturali italiani inseriti nella tabella triennale del Ministero per i beni e le attività culturali dal 2018 al 2020. (Articolo 1 della legge 17 ottobre 1996, n. 534)
Altra notizia d’inizio 2018 è che la Fondazione Giovanni Goria è stata ammessa nella tabella degli enti, istituti, associazioni e fondazioni di rilevo regionale, istituita con Legge regionale n. 13 del 30.6.2016, che regola i criteri di valutazione per l’erogazione dei contributi. Un elenco che ha validità triennale, dal 2017 al 2019.
Due riconoscimenti morali ed economici che indubbiamente daranno nuova vitalità alla creatività e all’impegno per la cultura e l’approfondimento. Il presidente Marco Goria e il Segretario Generale Carlo Cerrato hanno ringraziato il Consiglio d’Amministrazione, il Comitato Esecutivo e tutto lo staff della Fondazione, senza i quali non sarebbero stati raggiunti questi risultati

INTERVISTA A MARCO GORIA

Importanti traguardi raggiunti grazie ad un lavoro minuzioso. Con queste premesse quali saranno i futuri obiettivi e ambizioni?

Sono traguardi raggiunti grazie a una capacità di progettazione maturata nel tempo, perché – e mi piace ricordarlo –
 ogni finanziamento che riceviamo è relativo a progetti specifici. In poche parole: se un progetto non è valido non viene finanziato. A tal proposito non posso non sottolineare la soddisfazione di avere uno “staff” di primissimo livello invidiato da molti: le nostre risorse: (Sara Zuccotto, Alessia Conti, Chiara Cerrato, Cristina Zuccaro e Simona Codrino) e  il Segretario Generale Carlo Cerrato. Ho avuto la fortuna di incontrarli e, il merito di selezionarli: senza di loro (insieme al vicePresidente Sandro Massasso) la Fondazione Goria non sarebbe quel che è oggi (ovvero molto di più di quel che ci saremmo immaginati nel 2004 quando l’abbiamo costituita).

L’inserimento nella tabella del Mibac è stato un obiettivo che ci eravamo posti di raggiungere nel lungo periodo. Abbiamo presentato un dossier con l’attività di approfondimento realizzata negli ultimi 5 anni e questo risultato premia il lavoro di anni e la continuità con cui, dal 2004 ad oggi, svolgiamo attività di studio, ricerca e divulgazione formativa, educativa e culturale. Proprio in questi giorni abbiamo calendarizzato le attività autunnali e si prospetta un fine anno denso. Sicuramente editeremo due volumi, uno dedicato alla Costituzione raccontata dai bambini e l’altro focalizzato sulla migrazione albanese degli anni ‘90, sia dal punto di vista nazionale che da quello locale. Entrambe derivano da due progetti grandi e impegnativi, fatti di incontri dedicati ai ragazzi, proiezioni, testimonianze dei protagonisti. In particolare, abbiamo prodotto anche un documentario su questo ultimo progetto che raccoglie le interviste e le testimonianze in presa diretta dei Ministri di allora (Boniver Ministro dell’Immigrazione nel 1991 e Scotti, Ministro dell’Interno nel 1991), degli amministratori locali e di chi era su quelle navi e oggi è astigiano a tutti gli effetti. Le ambizioni? Il lavoro ben fatto, serio e rigoroso in ogni sua parte. Questo è capace di parlare da solo, al di là dei riconoscimenti.

Quali le ricadute anche  sul territorio?

Ricadute tangibili sono le ricerche sulla nostra città, che hanno portato, per esempio, alla pubblicazione dei report “Asti domani”, analisi sociologica a 360° e “Eccellenze senza rete”, analisi economica sulle aziende dell’astigiano e quello in fase di realizzazione sulla migrazione anni ‘90. Considero ricadute anche le nostre attività di prospettiva che mirano al coinvolgimento attivo delle persone. 

Per esempio l’ultimo evento realizzato insieme alla Prefettura di Asti (con l’ex prefetto Paolo Formicola) dedicato in particolare ai Sindaci e agli amministratori del nostro territorio, ma in favore di tutti noi cittadini.

Tra riforme incompiute e risorse sempre più ridotte, gli enti locali vivono una stagione di difficoltà ed incertezza. Questo tema, pare scomparso dal dibattito politico, ma resta imprescindibile per assicurare servizi efficienti ai cittadini. Abbiamo pensato di riportare l’attenzione sull’argomento realizzando una mattinata di confronto con esperti di riconosciuta esperienza come Riccardo Carpino, Prefetto e già Capo di Gabinetto Ministro Affari regionali, il Costituzionalista Franco Pizzetti, Marco Orlando, Direttore dell’Anci Piemonte e Matteo Barbero, esperto di Diritto Amministrativo. Poi c’è l’attenzione ai nostri patrimoni e alla loro valorizzazione che abbiamo promosso curando la comunicazione del progetto dedicato al Romanico Monferrato. Un progetto che mira a fare conoscere a chi astigiano non è, qualcosa di prezioso vale la pena di vedere. Non posso non menzionare poi ciò che lasciano (anche in noi) i percorsi di approfondimento che facciamo con i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado e le attività che abbiamo pensato per il carcere. Insomma, i destinatari di ciò che facciamo sono tanti e diversi. Ci piace pensarci come una risorsa per la nostra città, l’approfondimento costruisce ponti, unisce. Questo il senso del nostro lavoro.

Sicuramente suo padre sarebbe felice di quanto fatto nel campo della cultura e dei giovani. Un ricordo di quelli che erano gli interessi dell’uomo Giovanni Goria.

Mi sono impegnato, fin dal 2004 (anno di costituzione) affinché la Fondazione Goria non fosse una realtà nata per commemorare una persona, ma che potesse trarre ispirazione dall’impegno di mio padre per operare in modo propositivo nel contesto di oggi. Credo che questo mio proposito, fino ad oggi, non sia stato disatteso.

A tal proposito, cito la nostra più recente iniziativa, tra poco uscirà il nuovo Bando dei Talenti della Società Civile che, grazie alla Fondazione CRT, dal 2009 ad oggi ha dato a 656 ragazzi l’opportunità di una borsa di ricerca annuale per sviluppare idee imprenditoriali e di ricerca, anche con periodi di studio all’estero. Penso che mio padre apprezzerebbe questa attenzione ai ragazzi e alla mobilità internazionale.

Tutto questo perché mio padre evocava la modernità, anche parlando dell’Europa del 1992, non una cosa astratta, ma un qualcosa che ha rivoluzionato la nostra vita.Si pensi per esempio all’eliminazione delle frontiere in Europa e al fatto che si sono abbattuti i monopoli, la sostanza è che per esempio oggi volare è un’opportunità mentre nell’87 era concesso solo ai ricchi.

Le idee sul federalismo europeo che aveva mio padre sono ancora attuali. Con il passare degli anni riconosco in lui un precursore dei grandi ideali dell’Europa che dobbiamo continuare a costruire.

Europa, significava per lui opportunità. Mio padre aveva molti interessi, ma posso riassumerli così: con il suo sguardo europeista non ha mai dimenticato di guardare la sua città, Asti, che amava.

E’ conservando il suo sguardo “aperto sul mondo” che vogliamo proseguire il lavoro della Fondazione che porta il suo nome.

L’attività della Fondazione Giovanni Goria è sostenuta da Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Tra i finanziatori dell’attività della Fondazione c’è il MIBAC – Ministero per i beni e le attività culturali e la Regione Piemonte.

 

 

Primo incarico come prefetto ad Asti per il dottor Alfonso Terribile. Il cittadino al centro

Primo incarico come prefetto ad Asti per il dottor Alfonso Terribile. Il cittadino al centro

23 luglio 2018 |

“Da oggi Asti è la mia città, sarò il prefetto di tutti i cittadini, un prefetto, infatti è innanzitutto è un cittadino”.

E’ il biglietto da visita del nuovo prefetto, dottor Alfonso Terribile, 61 anni, foggiano, laureato in Scienze Politiche con indirizzo politico-amministrativo alla Sapienza di Roma che oggi, lunedì 23 luglio, si è insediato ad Asti.

Proveniente da una famiglia con lunghe tradizioni nelle forze dell’ordine, il dottor Terribile negli anni 1975-1979 ha frequentato il corso Allievi Ufficiali presso l’Accademia del Corpo delle guardie di Pubblica Sicurezza a Roma, prestando in seguito servizio, come ufficiale alla Scuola Allievi Guardie di Pubblica Sicurezza a Piacenza. Trasferito con la qualifica di Commissario Capo alla Questura di Roma ha ricoperto diversi incarichi, dopo la promozione a vice questore aggiunto, è stato nominato vice dirigente dell’Ufficio Sicurezza del commissariato di Polizia di Frontiera Aerea a Fiumicino.

Dal 1997 al 2003 ha prestato servizio alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, conseguendo, nel 1995, la qualifica di Primo Dirigente della Polizia.

Il Dottor Terribile ha anche ricoperto l’incarico di questore a Chieti, Brindisi, Rimini, e l’Aquila. Nel 2015 è stato nominato Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza, dal 2017 fino alla nomina a prefetto di Asti è stato consigliere ministeriale presso la Segreteria del dipartimento di Pubblica Sicurezza.

“Amo essere diretto nel rapporto con la stampa – ha spiegato il neo prefetto nell’incontro con gli organi di informazione – i cittadini devono essere informati in maniera precisa”, chiosa, facendo esplicito e ironico riferimento al suo nome e sottolineando la necessità dell’istituzione di un ufficio stampa.

Ha già incontrato il vescovo, Monsignor Francesco Ravinale e il sindaco Maurizio Rasero con una parte della giunta. Con loro un primo resoconto sule problematiche della città. Prossimamente incontrerà i vertici delle Forze dell’Ordine e i rappresentanti delle Associazioni di categoria.

Vero cultore dell’architettura della sicurezza, ha portato ad esempio i fatti recenti della cronaca astigiana sulle infiltrazioni n’dranghetiste (operazione Barbarossa), spiegando che nessun territorio è avulso da criminalità organizzata, ma che le Forze dell’Ordine hanno ottenuto risultati straordinari. “La denuncia è importante – ha spiegato – il cittadino deve fare la sua parte”. “Occorre andare tra la gente – ha continuato il dottor Terribile – e valorizzare i giovani che sono la nostra risorsa.

Si è parlato di corruzione, di caporalato, di immigrazione. “Il lavoro sarà in continuità con quanto iniziato dal mio predecessore, dottor Paolo Formicola (destinato all’incarico di vice capo di Gabinetto del ministero degli Interni). che ringrazio, nessuno può dirci come accogliere, la situazione va gestita con buon senso e umanità che contraddistingue il nostro popolo. Amo la mia cultura e la mia religione, ma se vado a casa d’altri mi devo integrare, occorre anche un senso di gratitudine verso il Paese che ospita”.

Sposato con una sociologa, con tante passioni (mare, montagna, bicicletta, rivoluzione francese), il neo prefetto Terribile (accompagnato in conferenza stampa dal vice prefetto vicario, dottor Paolo Ponta) ha sottolineato la sua contentezza di iniziare il nuovo percorso da prefetto in un una terra ricca di storia e cultura, di gente che “ama il proprio territorio”.

Riceviamo e pubblichiamo. Ancora pareri sul Gay Pride, la politica astigiana si interroga

Riceviamo e pubblichiamo. Ancora pareri sul Gay Pride, la politica astigiana si interroga

18 luglio 2018 |

L’orgoglio di essere quel che si è. Anche ad Asti

Si moltiplicano i pareri negativi dei partiti di maggioranza in Consiglio comunale ad Asti, contrari ad ospitare il Gay Pride. Fortunatamente i cittadini astigiani hanno un grado di civiltà sempre superiore ai propri governanti e si faranno trovare certamente pronti ad accogliere la festa dell’uguaglianza.
Ricordo a queste forze politiche che spetta a loro la promozione di una cultura che rispetti e valorizzi le uguaglianze attraverso la fondamentale azione delle Istituzioni di cui fanno parte, specialmente se, come in questo caso, sono immediatamente vicine ai cittadini. Non si partecipa al Gay Pride per “manifestare un’idea”: si partecipa per urlare al mondo intero l’orgoglio di essere quel che si è.
Saremo una città completamente civile quando anche le forze politiche, oggi confuse sul Gay Pride, prenderanno atto delle uguaglianze già sancite dai cittadini, dal buonsenso e dalla Costituzione italiana.
Solo allora non si renderà più necessario festeggiare e patrocinare il Gay Pride.

Clemente Elis Aceto
Militante di Possibile
Ex Consigliere Comunale

Riceviamo e pubblichiamo. Ad Asti la Lega dice no al patrocinio del Comune al Gay Pride

Riceviamo e pubblichiamo. Ad Asti la Lega dice no al patrocinio del Comune al Gay Pride

17 luglio 2018 |

“A seguito della possibilità paventata dal Sindaco che Asti possa ospitare nel 2019 un Gay Pride usufruendo dell’appoggio del Comune, abbiamo preferito non farci coinvolgere dalle polemiche scaturite ed astenerci da commenti a caldo, convinti che, con le dovute garanzie di una manifestazione effettivamente apolitica e senza partecipanti in abbigliamenti indecorosi (spesso ai limiti della decenza in luogo pubblico), pur non condividendole né nel merito né nel metodo, in democrazia ognuno debba poter fare le proprie rivendicazioni.

Nei giorni successivi abbiamo però assistito a vere e proprie prese di posizione politiche da parte delle associazioni interessate, che oltre a dimostrarsi poco grati nei confronti dell’Amministrazione comunale di Alba (che li ha ospitati), nel corso della conferenza stampa hanno anche espresso chiare posizioni politiche, nei confronti dei provvedimenti messi in campo dal Ministro degli Interni Matteo Salvini a contrasto dell’immigrazione, al traffico di esseri umani e all’illegalità in cui vivono decine di migliaia di Rom in Italia.

Posizioni condivise su Facebook anche dal Coordinamento Torino Pride, in cui scrivono testualmente “le nostre contestazioni al ministro dell’interno sono la cosa più CIVILE che si possa fare” e dalla associazione LGBT astigiana “Love is Love” che in un post, riferendosi a Matteo Salvini, ha sentenziato: “Solitamente quelli così incattiviti con gli altri e con le differenze in generale, sono individui sfigati e frustrati, che in Italia purtroppo invece di finire dallo psichiatra, finiscono in Parlamento”.

Alla luce di quanto sopra, coerenti con i nostri principi da sempre volti al contrasto dell’illegalità, dello sfruttamento delle persone, della difesa di quelli che sono realmente i più deboli e con il nostro impegno per aumentare la sicurezza nel nostro paese, non possiamo che essere convintamente e fermamente contrari alla concessione del patrocinio ad una manifestazione che non si limita a rivendicare diritti per una fascia di Italiani, ma per bocca degli stessi organizzatori, si schiera nettamente a favore di un’immigrazione incontrollata e dell’illegalità dilagante nei campi nomadi.

Vorremmo infine ricordare che, a scapito di quello che queste associazioni credono, noi non siamo prevenuti a prescindere nei confronti delle iniziative del mondo LGBT. Lo abbiamo già dimostrato in passato votando favorevolmente alla concessione del patrocinio ad iniziative (veramente) culturali e anti-discriminazione e siamo pronti a farlo anche nel futuro per iniziative di tali caratteristiche”.

Davide “Sky” Scaiola, Segretario cittadino Lega Asti, Marco Bona, Capogruppo Lega Comune Asti, e Monica Amasio, Consigliere Comunale Asti.